BASILICA DEI SANTI QUARANTA

Pochissimo rimane dell’antico insediamento portuale di Saranda (antica Onchesmos), mentre su una collina alle spalle della città, in posizione dominante, si ergono i resti della Basilica dei Quaranta Martiri di Sebaste, mèta di pellegrinaggi dalla tarda antichità. I Quaranta erano soldati dell’esercito di Licinio (inizi del IV sec. d.C.) di stanza a Sebasteia in Armenia, i quali si rifiutarono di abbandonare la loro fede cristiana e per questo furono immersi in un lago ghiacciato e lasciati morire. I loro corpi furono, secondo la tradizione, sepolti a Sebaste, luogo da cui sembra che il loro culto si fosse esteso in tutto il Mediterraneo verso la fine del IV sec. d.C. Sotto la basilica si conserva una vasta cripta, un labirinto di stanze con copertura a volta,stretti corridoi e cappelle che si trovano lungo il lato sud-occidentale dell’edificio; alcune cappelle recano tracce di decorazioni dipinte.





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