ITINERARI CROCIERE SCUOLA NEL MEDITERRANEO

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La Compagnia dei Naviganti offre ai più avventurieri e desiderosi di esplorare luoghi incontaminati e relativamente sconosciuti, crociere/scuole durante il periodo estivo lungo le coste dell' Albania.
L' imbarcazione è la  45 piedi Flying Cloud, dotata di 4 cabine e 2 bagni.

1° giorno

L' itinerario inizia da Dulcigno (Ulcinj), località situata nel territorio montenegrino (abitata comunque da popolazione di etnia albanese) a poche miglia dal confine. Il suo biglietto da visita è una baia cinta da una bella spiaggia sabbiosa, sulla cui sinistra si scorge la fortezza con le sue massicce mura. Per poter visitare Dulcigno via mare, è indispensabile che il vento non spiri da Sud/Sud-Ovest; qualora questa condizione non si verificasse, l'accesso alla baia diventerebbe alquanto problematico e le onde andrebbero ad infrangersi sull' unica banchina, alta più di due metri.
Sul movimentato lungomare, si può godere del fascino meticcio del mondo slavo mescolato alla cultura albanese, prettamente di stampo mediterraneo. Proseguendo  verso Sud, si oltrepassa il confine, in corrispondenza del fiume Boyana. Altre dieci miglia e si giunge a Shengjin, il porto commerciale più a Nord dell' Albania. Il piccolo paese non eccelle in quanto ad attrattive turistiche ma rappresenta un' ottima soluzione per ormeggiare.

2° giorno

La navigazione prosegue in direzione di Capo Rodoni, distante circa 14 miglia. Nella mitologia illirica (primo gruppo etnico a stanziarsi nella regione balcanica), "Rodon" era il Dio del mare, dei terremoti e dei cavalli.
E' un capo formato prevalentemente da rocce e dune sabbiose e caratterizzato da fondali molto bassi, che non escludono comunque buone possibilità di ancoraggio.
A poche centinaia di metri sono ben visibili i resti di una fortezza degli Skanderbeg.
Per la sera è consigliato raggiungere il porto di Durazzo (Durres), che dista una ventina di miglia, luogo sicuro e riparato. Subito fuori dal porto, si trovano svariati ristoranti, per tutti i gusti.

3° giorno

Il terzo giorno sarà dedicato al relax o, eventualmente, alla visita della città, che annovera un bellissimo sito archeologico d' epoca romana. Nel pomeriggio varrebbe la pena racarsi nella capitale, Tirana, che dista solo una ventina di minuti in taxi: città caotica ma al contempo affascinante, protagonista negli ultimi anni di uno dei più interessanti tentativi di rinnovamento estetico. Molte sono le costruzioni colorate, trasformatesi da lugubri facciate di palazzi ai tempi del comunismo in vere e proprie opere d' arte.
La sera, dopo l' aperitivo, si tornà in barca alla volta di Valona (Vlöre), ad una sessantina di miglia. Nel percorso tra le due città, la costa non offre ridossi ed è difficoltoso avvicinarsi a causa delle numerose paludi e delta fluviali. Per questo motivo la scelta di una navigazione notturna.

4° giorno

Verso l' alba si scorgeranno le foci del fiume Vojussa e si proseguirà verso meridione, navigando per 8 miglia lungo la costa monotona, lunga e diritta.
La linea costiera viene improvvisamente interrotta da un piccolo promontorio, formato da dune sabbiose cosparse di bassa vegetazione. In questo punto, la terra è una lingua sottile con alle spalle la laguna di Narté, nota fin dall' antichità per l' estrazione del sale. Nella laguna c'è l' isola di Zvernac, sulla quale sorge un piccolo monastero ortodosso degno di nota. L' isolotto è collegato alla terraferma tramite un ponte pedonale; esistono alcune baiette dove ci si potrà ancorare e sostare per un bagno o un breve giro esplorativo. Dalla baia ridossata diCapo Treportit, ad esempio, si può raggiungere, grazie ad una breve passeggiata, il monastero sopraccitato; qui c'è anche un bel relitto da esplorare facendo il bagno e la spiaggia è ottima.
Nel pomeriggio ci sarebbe il tempo per una eventuale (consigliata) visita alle saline.

5° giorno

Si parte con la visita di Valona, non una bella città, contraddistinta dal caos e dal traffico sfrenato. Vale comunque la pena percorrere la via principale con negozi e servizi. Sulla via c'è anche la moschea di Muradiye, costruita nel 1542 su progetto dell' architetto Mimar Sinan. Sul lungomare, oltre al gran via vai di giovani, un' ampia scelta di ristoranti. Dopo il pranzo, rientrati a Treportit, si mollano gli ormeggi e si scende costeggiando, inoltrandosi nel golfo di Valona. Questo tratto di costa, dove si trova la marina di Orikum, è la riviera balneare dell' Albania; fin dai tempi del regime comunista, era considerata luogo di villeggiatura. In effetti il paesaggio è incantevole: calette e piccoli promontori rocciosi si susseguono, la strada corre vicino al mare ma non deturpa la bellezza del panorama.
E' molto sviluppato ed in continua crescita il turismo, con alberghi, ristoranti e spiagge attrezzate con sdraio e ombrelloni.
Dopo giorni di navigazione selvaggia, lo sguardo scopre di trovare riposo in ciò che normalmente il navigatore rifugge. L' occasione è ottima per un bagno e per scoprire il nuovo volto dell' " Albania Felix", che stacca per un istante l'interruttore dai suoi problemi per rosolarsi al sole e tuffarsi in limpide acque. Il "marina di Orikum" è l' unico porto turistico attualmente esistente in tutto il Paese.

6° giorno

In mattinanta si consiglia una visita al "Parco Nazionale di Llogara"; in mezz' ora d' auto si sale seguendo una strada che si arrampica fino a 1000 metri di quota. Il paesaggio è ricco: corsi d' acqua, foreste secolari e aria fresca distoglieranno per un attimo i vostri pensieri dalla vacanza balneare. In cima il panorama è mozzafiato: la vista si estende fino alla Grecia Ionica e si scorge facilmente la sagoma dell' isola di Corfù. Nel pomeriggio si costeggerà la spiaggia dietro la laguna, tra Porto Porto Palermo e Saranda, fino a giungere ai pontili della base militare che ancora custodisce quattro sommergibili arrugginiti, un tempo vanto della Marina comunista albanese e spauracchio delle marinerie occidentali sullo Ionio. All' interno della base, sorge un sito archeologico di grande interesse storico; una lunga scalinata di pietra bianca scende dolcemente verso l' Agorà. Le scale sono rese lisce dallo scorrere del tempo ma non per questo sono meno affascinanti, costeggiate da splendidi olivastri e albaeri di fico. In fondo si trova il teatro circolare, costruito più di duemila anni or sono e ciononostante conserva un' acustica perfetta. Sulla strada del ritorno non mancano le possibilità di fermarsi in qualche caletta per un bagno rigenerante.

7° giorno

Partenza di buon mattino verso Nord, costeggiando le rive del promontorio Karaborum, un imponente dito montagnoso che cinge ad occidente il golfo di Valona. Nell' epoca dittatoriale, l' intero promontorio era una zona militare. Questa sponda del golfo, a differenza di quella orientale, è completamente disabitata e priva di strade, se non qualche sterrata. Le rive sono ricche di insenature e l' acqua è trasparentissima. Si trovano numerosi moletti e relitti d' imbarcazioni che emergono dal bagnasciuga, come cetacei spaggiati in agonia.
Per un buon bagno c'è l' imbarazzo della scelta. Sulla parte terminale del Capo, chiamata Punta Linguetta, si apre nella roccia un' immensa grotta, la cui volta è alta un centinaio di metri. Lo stato del mare, solitamente, non permette di avvicinarsi troppo; tuttavia, la visione anche un po' da distante è un gran piacere per gl' occhi. Voltandosi verso settentrione si intravede l' isola di Saseno. L' intera isola è, purtroppo, militarizzata e insediata da un contingente italiano, che controlla eventuali traffici di contrabbando.
L' itinerario albanese è finito: più a Sud, c'è un 'altra Albania, più affine alla Grecia Ionica, e questa merita un altro itinerario a sé stante.

L' itinerario potrà subire modifiche ad insindacabile giudizio dello skipper.

Per ulteriori info: www.compagnianaviganti.com





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