La Fame di Camilla: "Il sogno? Un concerto in Albania..."

Antonio Prudenzano scrive:

Tra i 10 vincitori di "Sanremo Nuova Generazione" che tra poche settimane saliranno sul palco dell'Ariston, c'è anche una rockband 'italo-albanese': "La fame di Camilla" del leader Ermal Meta (albanese, mentre il resto del gruppo è di Bari). Affaritaliani.it l'ha incontrato: "Il Festival per noi è una grande occasione di visibilità. Il sogno successivo? Un concerto in Albania... e forse a maggio si farà". Sulla sua storia aggiunge: "Vivo in Italia da 13 anni. Qualche episodio di razzismo l'ho vissuto sulla mia pelle, soprattutto in passato"


Sono l'anima rock di "Sanremo Nuova Generazione". Tra i 10 gruppi selezionati (su 998) per salire sul palco dell'Ariston troviamo infatti anche La Fame di Camilla, band italo-albanese formatasi a Bari nel 2007. Il leader Ermal Meta viene appunto dall'Albania: canta, suona la chitarra, il piano, si occupa dei campionamenti, ma soprattutto scrive testi spesso non banali. Poi ci sono i pugliesi Giovanni Colatorti alle chitarre, Dino Rubini al basso e Lele Diana alla batteria. A poche settimane dall'esibizione al Festival, Affaritaliani.it ha raccolto le impressioni di Meta, voce (con l'accento barese) della band emergente (IN FONDO ALL'INTERVISTA LA BIOGRAFIA COMPLETA DEL GRUPPO E I PARTICOLARI SULL'ULTIMO ALBUM, OLTRE AL VIDEO, ndr).

I vostri fan come hanno preso la scelta di partipare a Sanremo?
"Molto bene come è normale che sia, senza snobismi. Sin dall'inizio col pubblico siamo stati molto fortunati, abbiamo uno zoccolo duro di fedelissimi".

Cosa significa il Festival per una band come la vostra che arriva dall'underground?
"Il palco dell'Ariston è la più importante vetrina in Italia per chi fa musica, per noi sarà una grandissima opportunità. Ci interessa solo far arrivare le nostre canzoni a più gente possibile. Quanto alla definizione 'underground' poi, oggi non ha più senso...".

Perché?
"L'esperienza degli Afterhours l'anno scorso al Festival (la band di Manuel Agnelli, simbolo del rock alternativo italiano, ha sdoganato definitivamente l'Ariston, dimostrando come anche un sound meno immediato possa trovare spazio in un contesto nazionalpopolare, ndr) ha definitivamente rotto i muri".

Ora siete con una major (la Universal, ndr); questo ha influenzato le vostre scelte musicali?
"Assolutamente no. Nessuna limitazione della libertà creativa. D'altronde sarebbe assurdo, ci hanno scelti perché si sono innamorati della nostra musica, perché dovrebbero imporcene un'altra?".

Quanto ha influito internet nella vostra 'scalata'?
"Senza il web non saremmo arrivati mai dove siamo ora. Per i discografici sarà pure la rovina, ma per noi è stato decisivo".

Con quali artisti italiani "commerciali" vorreste collaborare?
"Sinceramente non saprei. Tra quelli che saranno a Sanremo, mi piacerebbe farlo solo con Morgan, che seguo dai tempi dei Bluvertigo".

Quali band italiane ammirate?
"Afterhours, Subsonica, Marlene Kuntz... e tra i più 'recenti' gli Amari".

Adesso parliamo un po' di lei. La sua è una storia particolare...
"Sono arrivato in Italia a 13 anni, e ho preso la cittadinanza un mese fa... a 28! Assurdo... Mi sento albanese e in Italia vivo benissimo. Certo, qualche problema di xenofobia l'ho incontrato, soprattutto in passato".

Le piacerebbe suonare in Albania con la sua band?
"E' un sogno che probabilmente si avvererà a maggio... Lì però la scena rock è piuttosto debole, mentre l'hip hop ha molto più successo".

Avrebbe mai partecipato a X Factor?
"No. Ho avuto la possibilità di farlo ma non ho accettato. A me piace stare in una band. Rispetto il programma, che è fatto da professionisti, ma non c'entra nulla con me".

Fonte: AffarItaliani.it




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