Buon Anno in tutte le lingue-Gezuar Vitin e Ri ne te gjitha gjuhet

ALBANIAN Gëzuar Vitin e Ri
AFRIKAANS gelukkige nuwejaar
ALSATIAN e glëckliches nëies / güets nëies johr
ARABIC aam saiid / sana saiida
ARMENIAN shnorhavor nor tari
AZERI yeni iliniz mubarek
BAMBARA bonne année
BASQUE urte berri on
BELARUSIAN З новым годам (Z novym hodam)
BENGALI subho nababarsho
BERBER asgwas amegas
BETI mbembe mbu
BOBO bonne année
BOSNIAN sretna nova godina
BRETON bloavez mad
BULGARIAN честита нова година (chestita nova godina)
BIRMAN hnit thit ku mingalar pa
CANTONESE kung hé fat tsoi

CATALAN feliç any nou
CHINESE xin nièn kuai le / xin nièn hao
CORSICAN pace e salute
CROAT sretna nova godina
CZECH šťastný nový rok
DANISH godt nytår
DUTCH gelukkig Nieuwjaar
ESPERANTO felicxan novan jaron
feliæan novan jaron (Times SudEuro font)
ESTONIAN head uut aastat
FAROESE gott nýggjár
FINNISH onnellista uutta vuotta
FLEMISH gelukkig Nieuwjaar
FRENCH bonne année
FRIULAN bon an
GALICIAN feliz aninovo
GEORGIAN gilotsavt aral tsels
GERMAN ein gutes neues Jahr / prost Neujahr
GREEK kali chronia / kali xronia
eutichismenos o kainourgios chronos (we wish you a happy new year)
GUARANÍ rogüerohory año nuévo-re
HAITIAN CREOLE bònn ané
HAWAIIAN hauoli makahiki hou
HEBREW shana tova
HINDI nav varsh ki subhkamna
HUNGARIAN boldog új évet
ICELANDIC farsælt komandi ár
INDONESIAN selamat tahun baru
IRISH GAELIC ath bhliain faoi mhaise
ITALIAN felice anno nuovo, buon anno
JAPANESE akemashite omedetô
KABYLIAN asseguèsse-ameguèsse
KANNADA hosa varshada shubhaashayagalu
KHMER sur sdei chhnam thmei
KIRUNDI umwaka mwiza
KOREAN seh heh bok mani bat uh seyo
KURDE sala we ya nû pîroz be
LAO sabai di pi mai
LATIN felix sit annus novus
LATVIAN laimīgo Jauno gadu
LINGALA bonana / mbula ya sika elamu na tonbeli yo
LITHUANIAN laimingų Naujųjų Metų
LOW SAXON gelükkig nyjaar
LUXEMBOURGEOIS e gudd neit Joër
MACEDONIAN srekna nova godina
MALAGASY arahaba tratry ny taona
MALAY selamat tahun baru
MALTESE sena gdida mimlija risq
MAORI kia hari te tau hou
MONGOLIAN shine jiliin bayariin mend hurgeye (Шинэ жилийн баярын мэнд хvргэе)
MORÉ wênd na kô-d yuum-songo
NORWEGIAN godt nytt år
OCCITAN bon annada
PERSIAN sâle no mobârak
POLISH szczęśliwego nowego roku
PORTUGUESE feliz ano novo
ROMANI bangi vasilica baxt
ROMANIAN un an nou fericit / la mulţi ani
RUSSIAN С Новым Годом (S novim godom)
SAMOAN ia manuia le tausaga fou
SANGO nzoni fini ngou
SARDINIAN bonu annu nou
SCOTTISH GAELIC bliadhna mhath ur
SERBIAN srecna nova godina
SHONA goredzwa rakanaka
SINDHI nain saal joon wadhayoon
SLOVAK stastlivy novy rok
SLOVENIAN srečno novo leto
SOBOTA dobir leto
SPANISH feliz año nuevo
SWAHILI mwaka mzuri
SWEDISH gott nytt år
SWISS-GERMAN äs guets Nöis
TAGALOG manigong bagong taon
TAHITIAN ia ora te matahiti api
TAMIL iniya puthandu nalVazhthukkal
TATAR yana yel belen
TELUGU nuthana samvathsara subhakankshalu
THAI (sawatdii pimaï)
TIBETAN tashi délek
TURKISH yeni yiliniz kutlu olsun
UDMURT Vyľ Aren
UKRAINIAN Z novym rokom
URDU naya saal mubarik
VIETNAMESE Chúc Mừng Nam Mới / Cung Chúc Tân Niên / Cung Chúc Tân Xuân
WALOON (“betchfessîs” spelling) bone annéye / bone annéye èt bone santéye
WELSH blwyddyn newydd dda
WEST INDIAN CREOLE bon lanné
YIDDISH a gut yohr



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Il sud dell’Albania

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Belle Air promuove definitivamente giornaliero il Bologna-Tirana

La compagnia a basso costo albanese promuove giornaliero il volo Bologna-Tirana non dal 2 al 18 Gennaio, ma lo fa immediatamente da oggi ad almeno metà Settembre 2010. Questo si evince dal nuovo operativo estivo che è stato reso disponibile a partire da ieri.

Bologna-Tirana

09.50 11.20 LZ932 martedì-giovedì-venerdì-domenica 24/12/2009 19/09/2010

09.50 11.20 LZ932 lunedì-mercoledì-sabato 26/12/2009 23/10/2010

Tirana-Bologna

07.30-09.00 LZ931 martedì-giovedì-venerdì-domenica 24/12/2009 19/09/2010

07.30-09.00 LZ931 lunedì-mercoledì-sabato 26/12/2009 23/10/2010

I voli saranno effettuati con Airbus A320.

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Università: siglata intesa tra Genova e Valona

L'Università degli Studi di Genova e l'Università Pavaresia di Valona, in Albania, hanno siglato stamani nella città albanese un Memorandum di Intesa per promuovere la ricerca congiunta e incrementare la mobilità di studenti neolaureati e dottorandi. Scopo dell'intesa oltre alla cooperazione tra Italia e Albania è l'attivazione di nuovi corsi di laurea, dottorati, master e corsi di perfezionamento con doppia validità che prevedono il soggiorno dello studente per un periodo adeguato nell'ateneo ospitante. "Siamo convinti - ha detto la professoressa Arta Musaraj, rettore dell'Università Pavaresia di Valona - che la firma di questo Memorandum non rappresenti unicamente la possibilità per il nostro Ateneo di sviluppare le proprie capacità scientifiche, ma che questa, come altre future intese con importanti istituzioni di rilievo italiane, possa contribuire alla diffusione di uno spirito di collaborazione e di sviluppo nell'area del Mediterraneo".

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Prospettive di affari nel territorio albanese

A conclusione del progetto Certificazione di prodotto e di processo nel settore agroalimentare e della pesca in Albania (ex. L. 81/01) e all´indomani della cerimonia di consegna dei certificati alle aziende albanesi svoltasi a Tirana, il 3 dicembre 2009, l´ICE, in collaborazione con C.D.Q. ITALIA S.R.L. , ed altri partner, italiani ed albanesi, FEDERCOOPESCA, FEDAGRI, CONFCOOPERATIVE PUGLIA, API - Bari, CAMERA DI COMMERCIO ED INDUSTRIA DI TIRANA, UCCIAL (Unione delle Camere di Commercio ed Industria dell´Albania), hanno organizzato nella giornata dimercoledì 16 dicembre p.v., una specifica Tavola Rotonda che ha vuto per tema “LE OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO”. Ne dà notizia lo stesso ICE. L´evento si è svolto presso la struttura dell´UNA Hotel Regina, Noicattaro (BA), e ha visto la partecipazione di rappresentanti dei soggetti partner e di aziende albanesi certificate che hanno portato testimonianza delle loro esperienze ed esigenze scaturite nel percorso di certificazione di qualità.Hanno inoltre partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e dell´ICE.


Fonte: Marcello Berlich - by ICE.GOV.IT

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Video: La città di Tropoja

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Camera di Commercio di Tirana apre ufficio a Torino

La Camera di commercio di Torino ha firmato il 1° ottobre 2009 un protocollo d’intesa con la Camera di commercio di Tirana per intensificare le relazioni economiche e favorire le opportunità di investimenti attraverso missioni, incontri bilaterali, scambi di informazioni.

Giovedì 1 ottobre 2009 è stata siglata a Tirana, dai Sindaci di Torino, Sergio Chiamparino e di Tirana, Edi Rama, la Dichiarazione di intenti in materia di collaborazione bilaterale. Nel documento, considerando le ottime relazioni che esistono fra l’Albania e Torino, le due città promuoveranno attività di cooperazione nell’ambito della polizia municipale e in particolare nelle tecnologie della pubblica amministrazione e nella e-government. Saranno infatti scambiate le esperienze promuovendo contatti anche con realtà private ricercando fondi per attivare delle joint cooperation.La delegazione torinese ha anche incontrato il Presidente della Repubblica di Albania, Bamir Topi e il Primo Ministro, Sali Berisha. I due Sindaci inoltre hanno inaugurato, al Museo Nazionale Storico di Tirana, la mostra ‘La presenza degli Architetti ed Ingegneri italiani in Albania ed il loro contributo allo sviluppo del Paese delle Aquile’ e successivamente hanno visitato la Mostra biennale di arte contemporanea.
Nella sala del Rettorato dell’Università del Politecnico di Tirana si è poi svolta la cerimonia della consegna della Laurea Honoris Causa al Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo.Alla delegazione ha partecipato anche la Camera di commercio di Torino che ha firmato un protocollo d’intesa con la Camera di commercio di Tirana per intensificare le relazioni economiche e favorire le opportunità di investimenti attraverso missioni, incontri bilaterali, scambi di informazioni. La vicinanza geografica, le affinità culturali e la diffusa conoscenza della lingua italiana hanno contribuito in questi anni a far diventare l’Italia primo partner commerciale dell’Albania -commenta Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino- Qui ci sono molte opportunità per il Piemonte e Torino, soprattutto per le piccole e medie imprese, come dimostrano i dati dell’export piemontese del 2008 con un + 23,7%, migliore della variazione italiana che si ferma a + 14,7%. Con questa missione e la firma dell’accordo con la Camera di commercio di Tirana vorremmo dare un’accelerazione alle nostre relazioni commerciali, presentando il nostro territorio e le occasioni di business, con particolare attenzione su alcuni settori come l’Ict, su cui punteremo portando presto le aziende del nostro progetto Think up.Gli impegni della Camera di commercio proseguiranno domani: sono previsti incontri con l’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata, l’ICE, l’Associazione Imprenditori Italiani e con le banche italiane che operano in Albania.


(Fonte Camera di Commercio Torino)

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Eurofestival 2010: ecco i cantanti di Albania, Israele, Ucraina e Svizzera. Turchia verso l’ufficialità



Quella che vedete in alto, è ufficialmente la prima accoppiata cantante-canzone ufficiale diffusa anche audio video del prossimo Eurofestival, in programma dal 25 al 29 maggio prossimi ad Oslo in Norvegia. La bella Juliana Pasha, 29 anni, ha infatti vinto giusto l’altra sera il Festival I Kenges, il festival della canzone albanese, che seleziona il partecipante dell’Albania alla rassegna continentale. Il pezzo si chiama “Nuk mundem pa ty” (I can’t’ live without you), è in albanese perchè questo imponeva il festival nazionale. Vedremo se sul palco europeo andrà una versione in inglese oppure direttamente questa.

C’è un’altra accoppiata ufficiale, quella svizzera: la tv rossocrociata ha selezionato internamente Michael Von der Heide, 39 anni, cantautore, l’anno scorso nella giuria elvetica. Più noto come produttore che come interprete, viste le sue origini tedesche cercherà di prendersi anche i voti dei germanofoni. E anche quelli dei belgi e dei francesi, visto che canterà “Il pleut de l’or”, nella lingua di Parigi. Straatgemma interessante per un paese in cerca di riscatto. Non abbiamo ancora il video, visto che sarà il pezzo sarà presentato il 9 gennaio asgli Swiss Awards.

Tenterà ancora la carta multietnica Israele, che ha scelto il 26enne Harel Skaat, israeliano di origini yemenite, secondo clssificato alla versione locale di American Idol. Cambia genere l’Ucraina, che passa alle ballate con il 28enne Vasyl Lazarevich. La selezione interna della Turchia dovrebbe invece premiare – ancora manca l’ufficialità- Murat Boz, 29 anni. Sappiamo invece già che saranno in gara anche Tom Dice per il Belgio e Miro per la Bulgaria. L’Olanda invece ha scelto la canzone: sarà: “Ik ben verliefd Shalalie” (Sono innamorato, Shalalie) composta da Pierre Kartner. santone della musica locale. Il cantante sarà scelto con una selezione nazionale.


da www.euromusica.wordpress.com

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Film albanesi- Filma shqiptar-Mp3 shqip-Filma shqip-Video shqip-Video albanesi-Muzike shqip-Shkarko filma- Shkarko muzike

1 Milion Euro

Dashuri e Ngaterruar

Gracka

Pesha e gruas sime

Pallati 176

Gjeneral Gramafoni

Kthimi i ushtrisë së vdekur

Gjenerali i Ushtrise se Vdekur

Vdekja e Kalit

Ne fillim te veres

Njesiti Gueril

Dora e ngrohte

Nata e pare e Lirise

Rrugicat qe kerkonin Diell

Lulekuqe mbi Mure

Keshilltaret

Ilegalet

Debatik

Pylli i lirise

Beni ecen vete

Nusja dhe shtetrrethimi

I teti ne bronx

Dimri i fundit

Zonja nga qyteti

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Oristano – Concerto “Fanfara Tirana”

Teatro Antinio Garau -  mercoledì 30 dicembre 2009 – ore 21,00

Fanfara Tirana è una esaltante novità nella compagine delle fanfare balcaniche. Si distingue rispetto alle fanfare slave per il linguaggio musicale ben articolato su un percorso melodico trascinante e incalzante.

La melodia, affidata a sax alto, clarinetto, tromba e sax tenore, esprime i tipici chiaro-scuri di pura improvvisazione chiamati “kaba” , “gazel” e “taksim”. Canti tipici dell’Albania del sud il primo e dell’area di Tirana e limitrofi gli altri due, canti carichi di vitalità, di impossibili tempi dispari come 7/8 e 9/8 e di frenetici brani in 2/4 del nord Albania e del Kossovo.

Prezzo del biglietto: intero €.10,00 -  ridotto €. 8,00

 

da enjoyoristano

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Auguri di Buon Natale e buon 2010

E finalmente è Natale.

Carissimi lettori, vicini e lontani, lo staff di Vacanze in Albania vi augura Buon Natale e felice anno nuovo.
Fortunatamente gli Auguri da fare sono tanti perchè in questi mesi la nostra famiglia è seriamente cresciuta. Quindi oltre a farvi i nostri Auguri, vi promettiamo che nel 2010 faremo ancora di più.

Un abbraccio a tutti.

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L'Albania avrà un mega centro commerciale

Anche l'Albania si adegua al sistema distributivo-commerciale europeo; lungo l'autostrada tra Tirana e Durazzo, grazie a investimenti occidentali, CityPark sarà il più grande centro commerciale del paese. Un mall prettamente "americano", con 180 negozi, alcune delle più importanti griffe, diverse catene multinazionali, un enorme spazio per parcheggiare.

E una catchment area che interessa il cuore del paese, ma che potrebbe persino attirare acquirenti dai paesi limitrofi (Kossovo, Macedonia). La domanda di beni da parte degli albanesi resta elevata, anche in questo momento di crisi.

da Europa in Transizione

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Aumenta il consumo della pasta in Albania

Incrementa il consumo della pasta in Albania. Lo ha evidenziato un articolo della rivista economica locale “Monitor”, secondo il quale per il 2008 il consumo pro capite ha raggiunto i 13 kg, contro i 7 kg del 2006. Nel periodo considerato, la produzione della pasta ha raggiunto le 28 mila tonnellate, mentre le importazioni le 12.8 mila tonnellate, informa l´ICE. L´articolo sottolinea altresì che l´industria mondiale di produzione della pasta non sembra essere toccata dalla crisi.

Secondo l´Associazione Europea dell´Industria della Pasta, la produzione (in termini di quantità) a livello mondiale ha registrato una crescita leggera, mentre per il consumo è previsto un trend in aumento.


Fonte: Marcello Berlich - by ICE.GOV.IT

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L'angelo di Genti Tavanxhiu nella chiesa Regina Pacis di Rieti

Lo scultore albanese Genti Tavanxhiu ha realizzato il nuovo ambone della chiesa Regina Pacis di Rieti. Con un angelo che si stacca da un fondale grezzo, l'artista di origini albanesi racconta il percorso virtuoso che l’uomo deve intraprendere per raggiungere la divinità.
Il nuovo ambone che sarà posto nella chiesa di Regina Pacis di Rieti è stato realizzato da un unico blocco di travertino di Acquasanta, alto 140, profondo 130 e largo 120 centimetri.
L’opera di Tavanxhiu è a forma poligonale ed è inteso come luogo privilegiato per l’annuncio della parola dell’Evangelo che scende dal cielo.

L’angelo si stacca dal fondale grezzo, nella sua gestualità richiama la figura del Cristo Pantocrator, con la mano sinistra regge il libro delle scritture del Vangelo, mentre con la destra indica il cielo. Le tre dita unite simboleggiano la Santissima Trinità, mentre le altre due stanno ad indicare le due nature di Cristo, perché formano, secondo la tradizione della chiesa ortodossa, il monogramma greco di Cristo (Jesous Christos).
La figura celeste sembra venuta giù dal cielo come un meteorite e, nell’impatto con la terra i suoi capelli sono ancora levati verso l’alto e la sua veste si è sollevata nella parte bassa assumendo la forma di un grande calice.
L’autore ha collocato il simbolo dell’infinito in prossimità del piede destro dell’angelo per simboleggiare il percorso virtuoso che l’uomo deve intraprendere per raggiungere il cielo cioè la divinità; le pieghe a forme di costellazioni sono un chiaro richiamo ai popoli primitivi che vedevano nelle stelle la prima manifestazione del divino.
L’artista in questa opera evidenzia una raggiunta maturità espressiva sia nell’impiego sapiente della tecnica plastica, che nella capacità di rivisitare in chiave moderna un tema classico della tradizione cristiana con una forte originalità espressiva.
Tavanxhiu, come dice il critico Renzo Margonari, è un fantastico ibridatore di linguaggi e di forme: "nelle sue opere associa alla rinomata tradizione in cui è venuto a radicarsi l’annessione degli antichi valori della propria, non ancora adeguatamente conosciuti in questa parte dell’Europa”.


da Sambenedettoggi.it

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Immagini di JAL

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Kadaif

Kadaif così come Bakllava è un dolce tipico albanese del periodo natalizio.

Lo si puo comprare fresco ed cuocerlo dopo al forno, oppure acquistare le confezioni gia cotte. In Italia lo si trova nei negozi turchi, arabi, greci ecc. Quasi tutti i negozi che vendono il kebab ce l'hanno.

Preparazione di una confezione di 350 gr

Per lo sciroppo far bollire 3 bicchieri d'acqua e 3 bicchieri di zucchero, per 3 min. Aggiungere succo di mezzo limone e una noce di burro . Poi lasciare intiepidire.


Poi distribuire lo sciroppo tiepido su tutta la superfice

Mettere coperchio e lasciare un po di ore

Dopo si presenta tutto gonfio, avendo assorbito tutto lo sciroppo

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Neve a Genova/ Spostato al Ducale l'incontro "Albania: così vicina, così lontana"

L’incontro “Albania: così vicina, così lontana”, in programma domani sabato 19 dicembre al Museo di Villa Croce si svolgerà, a causa della nevicata e della conseguente possibile inaccessibilità al Museo, nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, sempre alle ore 16.00.
L’appuntamento, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio di Genova e dal Museo d’arte contemporanea di Villa Croce nell’ambito della mostra “Così vicina, così lontana. Arte in Albania prima e dopo il 1990”, cercherà di fare il punto sulla storia recente dell’Albania, che ha profondamente trasformato in pochi anni il volto di questo paese; una storia che si è strettamente intrecciata con l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio.

Saranno presenti Roberto Morozzo della Rocca, professore ordinario in Storia contemporanea, Università di Roma Tre, Tritan Shehu, rettore dell’Università Cattolica di Tirana, Daniela Parodi, Comunità di Sant’Egidio di Genova.
L’incontro sarà introdotto da un saluto del Console onorario d’Albania in Liguria Giuseppe Maria Durazzo


da www.cittadigenova.com


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Albania, internet arriva nelle scuole

L´Albania ha annunciato il completamento di un progetto per dotare le scuole di connessioni internet, portato avanti attraverso l´operatore telefonico locale Albtelecom.
Commentando l´annuncio, il Ministro dell´Educazione e della Scienza Myqerem Tafaj ha affermato che l´insegnamento online è ora una realtà in Albania: con un investimento di 15,45 milioni di dollari, 2.107 scuole sono state dotate di computer e connessioni alla Rete.

Il progetto è stato finanziato attraverso il Programma di Uguaglianza ed Efficienza nell´Educaizone, co finanziato dal goeverno, dalla Banca Mondiale, dalla Banca Europea per gli Investimenti e dalla Banca di Sviluppo del Consiglio d´Europa.


Marcello Berlich

da Portalino.it

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BAKLLAVA

Vi proponiamo la ricetta di questo dolce, tipico albanese per le feste di fine anno.

Pasta ingredienti:

1kg di farina,


un cucchiaio di zucchero,

un cucchiaio d’olio,

un pizzico di sale,

0,5l di latte e

7 uova=3 intere, 4 con tuorlo.

Sciroppo ingredienti:

3kg di zucchero,

1kg di noci, e

0,250 Kg di burro.


PREPARAZIONE:

Impastare la farina con le uova, lo zucchero, l’olio e il sale.

Aggiungere 0,5l di latte tiepido;

Dopo aver ben amalgamato il tutto, lasciar riposare in una terrina

per circa 2 ore.

Dopo le 2 ore si divide la pasta in tante palline grandi come un

pugno.

Si lasciano riposare in uno straccio umido.

Nel frattempo si prepara lo sciropp

mettere in una pentola sul fuoco 1,5l di acqua , 3kg di zucchero e

le noci tritate ,si lascia consumare, finche lo sciroppo, mettendone

un cucchiaio su un piatto non scivoli.

Si prendono le palline di pasta e si tirano le sfoglie col matterello

e si lasciano riposare ancora.

Poi si fodera una teglia unta e infarinata, si mette ½ pasta.

Si versa sopra lo sciroppo e si ricopre con l’altra pasta.

Si inforna a 220° per circa 30, 40 minuti.

La pasta assume un bel colore giallo oro.

Quando è fredda si ricopre con lo sciroppo.

E il piatto è pronto.

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Ermal Fejzullahu - Ti Prit Edhe Pak

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La Natura dell'Albania

Un viaggio che affascina chi della natura vuole scoprirne la grandezza e maestosità.
Drini i BardheKomanElbasanPogradec

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Theth

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Clicca sulle immagini per ingrandirle

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“Sheshi”: a Trepuzzi progetto per lo sviluppo economico e sociale dell’Albania

Lecce (Salento) - Si apre con il Convegno di giovedì 17 Dicembre alle ore 18:30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Trepuzzi, il progetto “Sheshi: azioni di sostegno allo sviluppo economico e sociale dell’Albania”, approvato al comune di Trepuzzi dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, nell’ambito del “Partenariato per la Cooperazione” - Programma Annuale 2008.



“L’idea progettuale – commenta il Sindaco di Trepuzzi Cosimo Valzano – che vede coinvolte Associazioni salentine attive sul territorio nell’ambito della promozione dell’interculturalità, Associazioni Italo – Albanesi e il Comune albanese di Valona, ha come obiettivo generale il sostegno e la crescita economica e sociale del territorio albanese e della sua popolazione.

Il progetto – continua Valzano – verrà realizzato attraverso “Work Shop” specifici su temi riguardanti i più importanti settori produttivi dell’economia dei due Paesi dirimpettai ai quali prenderanno parte gli imprenditori italiani che vogliono investire nel territorio albanese, e gli albanesi che vogliono migliorare ed arricchire le loro capacità di fare impresa sul territorio in cui vivono ed operano”.

“Il progetto Sheshi – tiene ad evidenziare l’Assessore alla cultura Anna Blasi – prevede la realizzazione di quattro incontri specifici (Work Shop), ognuno con un tema differente (Turismo – Edilizia – Commercio – Agricoltura e Pesca), ai quali parteciperanno imprenditori italiani ed albanesi, associazioni di categoria ed enti preposti allo sviluppo economico, sociale e culturale dei due Paesi. Nell’ambito dei Work Shop previsti, si avrà l’opportunità di mettere a confronto i prodotti dell’economia albanese e salentina, i metodi di produzione e quelli di esportazione delle merci e dei prodotti stessi, al fine di colmare il gap tra le economie dei due Paesi. Come evento conclusivo, è previsto un Incontro Finale in Albania e precisamente a Valona, in cui verranno suggellati in modo ufficiale rapporti durevoli tra imprese albanesi e pugliesi per un ampio e duraturo rapporto economico e sociale tra i due Paesi”.

Nella fase finale del progetto verrà creato uno “Sportello Virtuale dell’Economia” utilizzabile sia dal comune di Trepuzzi, sia dal comune di Valona (Albania), attraverso il quale, le imprese presenti sui due territori possano interagire al fine di uno scambio di rapporti economici durevoli nel tempo.

Si parte quindi giovedì sera alle 18.30 con il primo Work Shop dal titolo “Albania: dall’emigrazione di massa al turismo di massa”, che vedrà la presenza di Francesco Pacella – Assessore al Turismo della Provincia di Lecce, di Stefania Mandurino – APT Lecce, di Luigi Perrone – Docente di Sociologia delle migrazioni e delle culture - Università del Salento, dell’Architetto Roberto Palasciano - Presidente Unione dei Comuni del Nord Salento. Naturalmente è prevista la partecipazione di esponenti istituzionali dell’Albania, in particolare la Dott.ssa Jorida LABAJ - Specialiste e turizmit dhe marketingut Comune di Valona e l’Arch. Bledar Torozi – Rappresentante Consulta Immigrazione Provincia di Lecce.

Fonte: Ilpaesenuovo.it

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Albania, finanziamenti BERS per infrastrutture stradali di Tirana

La BERS, Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo, finanzia un progetto per lo sviluppo della viabilità distrettuale nella municipalità di Tirana, in Albania. Lo comunica l´ICE.

La municipalità, rappresentata dalla Project Implementation Unit (PIU), ha bandito una gara d´appalto relativa alla costruzione di un ponte sulla via Kavaja, cha avrà una superficie di transito di circa 850mq, per rendere disponibile il passaggio di 6 corsie di transito e di marciapiedi su entrambi i lati.

L´appalto comprende anche tutti i lavori accessori alla costruzione del ponte, come la delimitazione delle carreggiate, la demolizione e rimozione delle costruzioni attualmente presenti in loco, l´apposizione della segnaletica, etc…
I tempi di realizzazione previsti sono pari a 10 mesi.



Marcello Berlich - by ICE.GOV.IT

Portalino.it

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LE MONTAGNE DELL'ALBANIA DAVANTI A SANTA CESAREA TERME

“Davvero belle le montagne dell’Albania dalla webcam di Santa Cesarea”. La foto arriva dallo staff di Salentowebcam.it


“Davvero belle le montagne dell’Albania dalla webcam di Santa Cesarea”. La foto arriva dallo staff di Salentowebcam.it ed è della scorsa settimana. In momenti di particolare limpidezza, specie verso l’alba, da diversi punti della costa adriatica, è possibile a volte scorgere in modo nitido i monti della nazione dirimpettaia. Vere e proprie apparizioni che hanno del meraviglioso. Sembrano spuntare dal nulla affiorando dalle acque, laddove solitamente l’occhio percepisce un piatto orizzonte.

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Immigrati, tutti in onda su "Radio Babele"

di Erica Di Blasi

L'intera programmazione dell'emittente, dalla musica agli spot, è realizzata solo per gli ascoltatori extracomunitari. Torino International trasmette in romeno, arabo, cinese, spagnolo e albanese

E' nata sotto la Mole la prima radio che trasmette in romeno, arabo, cinese, albanese e spagnolo. L'emittente Torino International è stata presentata lo scorso aprile e ha aperto ufficialmente i battenti – con un palinsesto di tutto punto – lo scorso settembre. «Siamo partiti – spiega Gennaro Cassese, editore del gruppo radiofonico – con la lingua rumena perché interessa una fetta importante di immigrati. Le sei ore quotidiane in diretta, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 20, hanno un pubblico di 100mila ascoltatori rumeni solo in provincia di Torino. Così ci siamo allargati ad altre lingue: lo spagnolo occupa due ore, mentre cinese, albanese e arabo, più di nicchia, si ritagliano uno spazietto al mattino».

L'intera programmazione è in lingua. I deejay, i notiziari, la musica e persino gli spot: tutto dedicato a ogni idioma. «Abbiamo deciso – premette Cassese – di lanciare una radio per gli stranieri perché rappresentano una percentuale considerevole tra i potenziali ascoltatori. L'integrazione passa anche attraverso la musica. Dietro i notiziari si cela comunque un gran lavoro: ogni giorno selezioniamo le notizie dei Paesi d'origine e le abbiniamo con quelle di rilevanza locale. Poi c'è la pubblicità: i messaggi arrivano meglio se sono nella lingua originaria delle persone».

A impacchettare l'intero palinsesto ci sono proprio loro gli stranieri: Amir arriva dall'Egitto, Liliana dall'Albania e Ana dal Perù. «Io mi occupo – precisa Sun, Sonia in cinese – della parte musicale e dell'informazione del mio Paese. Prendo spunto dai giornali nazionali e locali. Anche il sito del Comune può essere utile. E naturalmente inserisco sempre qualche notizia che riguardi la Cina». Il gruppetto più folto rimane quello rumeno, di cui fanno parte quattro ragazzi: Alex, Madalina, Catalin e Romeo.

Radio Torino International trasmette in Fm sui 90.00 Mhz: in redazione arrivano ogni giorno centinaia di messaggi da parte dei tanti cittadini immigrati che popolano il capoluogo piemontese. Ben presto però il bacino si è allargato: il collegamento su Internet, che permette di ascoltare l'emittente anche via web all'indirizzo www.torinointernational.com, è stato infatti un ottimo trampolino di lancio. Gli sms arrivano un po' da tutte le parti d'Italia: al punto che la società che sta dietro la radio, Torino Musica Notizie, sta valutando nuovi collegamenti. E' anche allo studio se e come ampliare il bacino di lingue che ruotano nel palinsesto. Non è escluso che ben presto sulla frequenza della radio vada in onda anche il russo o l'ucraino. Il successo di Torino International non ha solo sconfinato il Piemonte, ma addirittura l'Italia. Appena qualche giorno fa una giornalista rumena ha bussato alle porte della radio. E' la prova che il tam tam ha funzionato.


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VIDEO DURRES-DURAZZO

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Kakome-Albania

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Alban Skenderaj-Ky ritem

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Alban Skenderaj - Kur fjalet

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12 DICEMBRE - L'ALBANIA PROTAGONISTA CON IL KINOSTUDIO A ROVERETO

di Carlo Dutto

In occasione del ventesimo anniversario dalla caduta del Muro, l’Osservatorio Balcani e Caucaso di Rovereto (Trento) ha organizzato un convegno in novembre dal titolo Il lungo ’89. Parallela al convegno, una rassegna cinematografica promossa in collaborazione con il Nuovo Cineforum Rovereto ha esteso la riflessione ai mutamenti avvenuti a partire dall’Ottantanove in particolare nell’Europa sud-orientale e nel Caucaso. La rassegna, dal titolo Dopo l’89. Rassegna di cinema dai Balcani si chiude infatti il 12 dicembre prossimo alle ore 21 presso la Sala conferenze del MART di Rovereto. L’ingresso è libero, la serata finale è dedicata all’Albania, paese che nel panorama balcanico ha visto crescere esponenzialmente negli ultimi anni la produzione culturale. Sarà infatti presentato Kinostudio , firmato da Davide Sighele e Micol Cossali, un breve (29’) documentario ambientato nell’omonimo quartiere di Tirana, capitale del paese delle aquile.

La storia. Artan Puto, albanese, classe 1969, è ricercatore universitario, ma per strada la gente lo riconosce ancora come l’attore bambino di Tomka e i suoi compagni, datato 1977, uno dei film per ragazzi più visti nella storia del cinema albanese, diretto dalla regista Xhanfise Keko, recentemente scomparsa e ricordata lo scorso anno nell’edizione albanese del Festival di Giffoni. A trent’anni di distanza Artan torna al Kinostudio, la Cinecittà albanese voluta dal regime di Enver Hoxha nel 1952. Il Kinostudio però è cambiato, come pure è cambiato il Paese. Il documentario si presenta quindi come una prospettiva insolita e originale sull’Albania e le sue trasformazioni.

A seguire, Davide Sighele, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso e uno degli autori del film, intervisterà il sociologo albanese Rando Devole e condurrà il dibattito finale. Cosa significava per gli albanesi e per i bambini dell’epoca il film Tomka ed i suoi compagni ? Quale altra lettura per un film che ancora viene visto con piacere dalle nuove generazioni ? L’Albania di ieri e di oggi letta attraverso il grande schermo.

In occasione di questa serata sarà distribuito il libro, firmato da Luisa Chiodi e Irene Dioli, IL MESTIERE DEL CINEMA NEI BALCANI. Storia di un’industria e dei suoi protagonisti dagli anni settanta ad oggi (QUI LA RECENSIONE DEL LIBRO DI CLOSE UP), che racconta l’industria del film in Albania, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Croazia e Serbia, la sua storia di strumento della propaganda di regimi comunisti, la crisi catastrofica degli anni Novanta e il suo rapporto con il mercato globale del XXI secolo.


Per informazioni :
Segreteria Osservatorio Balcani e Caucaso
segreteria@osservatoriobalcani.org

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Visita l’Albania



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ALBANIA - LAGO DI SCUTARI e CASTELLO DI ROZAFA


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Musica albanese: Le più belle canzoni di Alban Skenderaj

Alban Skenderaj

Alban Skenderaj-Ky ritem

Alban Skenderaj - Kur fjalet

Alban Skenderaj - Thirrje e Deshperuar

Alban Skenderaj - Vetem ty

ALBAN SKENDERAJ - NJE HERE NE JETE

Alban Skenderaj - Bukuri e frikshme

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“Identità albanesi: un approccio psico-antropologico” PER CAPIRE E CONOSCERE MEGLIO QUESTO VALORE AGGIUNTO DELLA NOSTRA TERRA”

Nel segno profondo delle minoranze linguistiche e dell’albanesità. L’Amministrazione comunale di Castrovillari - Assessorati Pubblica Istruzione e Cultura, la Biblioteca Civica “Umberto Caldora” e la Mediateca , martedì 15 dicembre, a partire dalle ore 16, presenteranno proprio nella biblioteca comunale, al primo piano di Palazzo Cappelli, il libro “Identità albanesi: un approccio psico – antropologico” (Bonanno editore, 2007) di Fatos Dingo, psicologo e professore di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze.
Interverranno il sindaco, Franco Blaiotta, Papàs Antonio Bellusci, direttore della rivista “Lidhja” e fondatore della Biblioteca Internazionale “A. Bellusci” , il prof. Francesco Altimari, docente di Lingua e letteratura albanese dell'Università della Calabria, il Diacono Costantino Bellusci di Plataci e l’Assessore alla Cultura del Comune di Lungro, prof. Giovan Battista Rennis, introdurrà e coordinerà Alessandra Stabile (Mediateca della Biblioteca Civica). La serata sarà caratterizzata da canti tradizionali eseguiti dall'Associazione culturale Arbëria – Frasnita. Sarà presente l’autore.

Oltre a questo volume, Fatos Dingo ha pubblicato, assieme alla psicologa Maria Tucci, il saggio “Contro l’autostima” (Bonanno editore, 2009), contenente le riflessioni degli autori sul lavoro concreto che hanno effettuato con gruppi e individui, con diversi problemi di autostima. In rete ha pubblicato anche diversi articoli sull'etnopsicologia cercando di esplorare ed evidenziare le connessioni tra psiche e cultura. Attualmente collabora con l’Istituto di Prospettiva e Sicurezza Europea di Parigi, con la Cattedra di Lingua albanese presso la Facoltà di Filologia dell’Università Statale di San Pietroburgo e con il Dipartimento di Antropologia Sociale e Culturale dell’Università di Londra (University College London). Ha cooperato anche con la Società per la Promozione degli Studi Bizantini ("The Society for the Promotion of Bizantine Studies") di Birmingham (UK).
Il libro “Identità albanesi: un approccio psico-antropologico” cerca di evidenziare dall’inizio l'esistenza di varie forme di espressione culturale dell'"albanesità", non solo per ciò che riguarda l’Albania ed i Balcani, ma anche l’Italia (arbëresh). Il lavoro è stato adottato come testo universitario per il Corso di Antropologia Culturale, in quanto l'analisi delle dinamiche storiche e psico-antropologiche della civiltà albanese e delle sue diverse espressioni culturali locali in diversi contesti geo-politici, serve anche per fare luce sui nodi e gli innumerevoli interrogativi generali intorno ad aspetti importanti del problema “nazione-etnia".
Un’occasione, insomma, per capire come gli arbëresh hanno tramandato per secoli la loro tradizione senza entrare in collisione con la cultura ospite italiana. Come scrive Chiozzi (nel suo volume “Antropologia della libertà”, Bonanno editore, 2009) gli arbëresh con i loro secoli di sopravvivenza culturale, senza nessun segno di ghettizzazione, hanno dimostrato che la persona può vivere in un contesto culturalmente ed etnicamente eterogeneo senza venire “dissociato”. Non a caso l’identità arbëresh è stata forgiata nella bidimensionalità coerente e arricchente italo-albanese. Una peculiarità per la quale lo stesso Mezzogiorno, patria di tante comunità, ne va fiero.


L’ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

da Calabresi.net

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Sui laghi di Prespa

Da Prespa, scrive Tanya Mangalakova

I due laghi di Prespa (il Grande e il Piccolo) segnano il confine tra Grecia, Macedonia ed Albania. Una regione montagnosa, dura e incontaminata, segnata da forte emigrazione e che spera oggi nello sviluppo del turismo sostenibile. Un reportage

Mala Prespa, Grecia

Ci troviamo sull'isola di Sveti Ahil (in greco Ayios Ahillеios) sul Piccolo Lago di Prespa, in Grecia, non lontano dai confini di Albania e Macedonia. Qui si trovano le rovine della città medievale di Prespa e, secondo l'archeologo greco Mutsopulos, è seppellito lo zar bulgaro Samuil.

Dal 1997 il governo greco sta sviluppando nella regione un programma di turismo alternativo, grazie al quale le famiglie del posto stanno creando non poche attività nel settore. Davanti alla basilica “Sveti Ahil”, è stata sistemata una tabella con la storia del tempio in greco ed inglese. La parola “Bulgaria” in riferimento alla nascita della chiesa, voluta proprio dallo zar Samuil alla fine del X secolo e costruita da maestranze di Larissa, è stata però grattata via.

Sull'isola c'è un albergo, diretto da Vera, arrivata qui da Kocani, in Macedonia, nel 1985, dopo essersi sposata con Kosta, un uomo originario del villaggio. Loro ospite, durante gli scavi, è stato proprio l'archeologo Mutsopulos. Sull'isola da ben otto anni, si organizza un incontro di artisti provenienti dalla Bulgaria.

Rivolgo la parola in bulgaro ad un pescatore, che trascina su un molo un'enorme rete piena di carpe. Stavros, 60 anni, mi racconta di venire dal villaggio di Nivitzi (Psarades in greco). Mi dice poi che nel lago si trovano molte carpe, ma anche cefali e altre specie di pesci.

Sull'isola vivono oggi 22 persone, che si occupano di pesca e allevamento, mentre alcuni lavorano nell'albergo di Vera e Kosta. “I giovani fuggono a Kostur, Lerin, German, perché lì c'è lavoro”, mi spiegano alcune donne che preparano “ajvar” cuocendo peperoni all'aperto. Questa regione è famosa in Grecia per la produzione di fagioli, che si vendono sul mercato a cinque euro al chilo.

Nel vicino villaggio di German ( Ayios Germanos), nella chiesa locale che risale all'XI secolo è stata ritrovata un'iscrizione dello zar Samuil, che fa riferimento alla tomba dei propri genitori. La chiesa è stata restaurata, e dietro l'iconostasi, in greco, sono scritti i nomi dei donatori, Ognen, Mile, Tvetko, Yovan, Karamfil... Tutti nomi slavi.

La regione dei due laghi di Presta, il Grande e il Piccolo, fa da confine naturale tra Grecia, Macedonia e Albania. La zona è stata dichiarata parco nazionale, vista la presenza di uccelli rari, come i pellicani. La costruzione di edifici lungo le rive dei laghi è vietata, e questo ha contribuito a preservare l'equilibrio ambientale del luogo. La gente del posto spera che venga aperta una zona di transito libero di 20 chilometri, per rendere possibile alle barche di effettuare un giro completo intorno al lago.

Mala Prespa, Albania

Nella regione di Mala Prespa, in Albania, ci sono nove villaggi, nei quali vivono circa cinquemila persone, una parte dei quali si autoidentificano come bulgari, mentre altri come macedoni. I villaggi hanno doppia denominazione Gorna Gorica/Gorica madh, Dolna Gorica/Gorica Vogel, Tuminetz/Kalamas, Glubochani/Golumboc, Shulin/Belas, Pustec/Liqenas, Tzerie/Cerie, Zarnovsk/Zarosho, Lesko/Lepis.

Mala Prespa (in albanese Liqenas), è una riserva in cui vivono pellicani, oche, pesci, la natura è preservata e non si costruiscono alberghi. Le strade qui sono in condizioni peggiori che nella vicina Grecia, ma qualche progresso è visibile: oggi la strada verso questi nove villaggi, prima quasi impraticabile, è pronta per essere asfaltata.

In quasi tutti i villaggi sulle rive del lago ci sono ormai piccoli alberghi. Il terreno montagnoso qui non è molto fertile, ed è difficile soddisfare anche solo le necessità familiari. Di lavoro non ce n'è molto, gli insegnanti guadagnano circa 300 euro, i dipendenti dell'ambulatorio e del comune dai 150 ai 200 euro.

“Qui siamo poveri, non c'è lavoro, il lago non da molto, la pesca non è ricca”, racconta Nikoleta, una giovane di Pustec, che come la maggior parte delle donne di queste parti è casalinga. Suo marito lavora come manovale a Mavrovo, in Macedonia.

Sotir Mitrev, 73 anni, anche lui di Pustec, è il presidente dell'associazione “Ivan Vazov”, una ong che organizza l'istruzione dei giovani in lingua bulgara. Secondo Mitrev, tra il bulgaro e il macedone non ci sono differenze sostanziali. “Per noi è stato molto importante non perdere la lingua, conservarla. Ogni anno almeno dieci giovani di Prespa vanno a studiare in università bulgare. I bambini studiano in macedone fino alla quarta elementare, poi in albanese. Noi chiamiamo le persone della nostra comunità 'nashentzi' (la nostra, ndr), e la lingua che parliamo 'nashenski'” .

Di fronte a Pustec c'è l'isola di Mali Grad, dove sorge la chiesa “Sveta Bogorodica” (XV secolo) protetta come importante sito culturale. Un barcaiolo locale di nome Damyan ne tiene le chiavi. Un secolo fa l'etnografo bulgaro Vasil Kanchov ha descritto il “chun”, un'imbarcazione tipica dei bulgari del posto. Oggi questa non esiste più, ma gli abitanti del luogo chiamano “chunka” le imbarcazioni di legno dotate di motore che comprano a Ohrid. Quella di Damyan ha il nome inciso in cirillico. Quando arriviamo sull'isola, troviamo ragazzi che raccolgono fichi e ascoltano pop-folk bulgaro.

Il villaggio di Glubochani ha circa cento abitanti e quaranta case. Vicino al lago è sorto l'hotel “Vasil”, in cui un pernottamento costa otto euro. “Non vogliamo mischiare il sangue, qui nel villaggio non c'è nemmeno un albanese, ma gli uomini degli altri villaggio non disdegnano di prendere mogli albanesi, perché qui c'è deficit di donne”, spiega un giovane del villaggio, Edi Mitre, studente a Salonicco.

Nel vicino villaggio di Dolna Gorica Taki e Dragitza Mitrevski pescano lungo le rive del lago con la loro “chunka”. Questo è uno dei più ricchi villaggi della zona, anche grazie al fatto che una cinquantina di famiglie del posto lavoranoin Italia come manovali. Qui abitano trecento persone, e di recente sono stati aperti due alberghi. I giovani hanno però lasciato in massa il villaggio, molti studiano in Bulgaria e Macedonia. Alla fine di settembre, al tempo della vendemmia, i cortili delle case si riempiono di uva appena colta da cui si producono vino e rakya, la grappa locale.

I Mitrevski mi raccontano del difficile mestiere del pescatore, a pesca per tutta la notte, per poi portare la mattina dopo quanto catturato al mercato di Korca. Landi Nesterovski, di Dolna Gorica è un giovane insegnante di religione, che vive a Korca. Mi racconta, che in tutti i villaggi di Mala Prespa c'è almeno una chiesa, e in totale nella regione se ne contano tredici. “Le cerimonie sono in 'nashenski', in macedone. Ci sono due sacerdoti che servono messa, padre Temelkov e padre Argiri.”

Il giovane artista Genti Postoli, che restaura icone nel museo archeologico di Korca, si è diplomato nell'Accademia di Sofia. E' nato a Korca, ma suo nonno è di Pustec. Genti racconta che già per il terzo anno si organizza a Glubochani un'evento per artisti provenienti dalla Bulgaria. “Penso che tornerò in Bulgaria, dove ho lasciato i miei migliori amici...Puoi essere a Korca, ma anche a Sofia o a Londra, fare molti piani, ma non avere comunque chiaro il tuo futuro”.

Fonte: Osservatorio Balcani

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Immagini di fiori

ShengjinJezercaLugina e Valbones

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Incontro con Enrica Simonetti autrice di Luci sull’Adriatico

LIBRERIA LATERZA
Mercoledì’ 9 dicembre alle 18,00

Incontro con Enrica Simonetti autrice di Luci sull’Adriatico.
Fari fra le due sponde
(Editori Laterza)

Interviene
Silvia Godelli



Il libro L’Adriatico non è un ‘corridoio’ tra nazioni; è un mare che unisce storie di popoli uguali e diversi, ma anche storie di culture che, da una riva all’altra, si specchiano.

Enrica Simonetti racconta un viaggio inusuale tra le coste adriatiche, partendo da Santa Maria di Leuca, punta meridionale della Puglia, e procedendo da una sponda all’altra illuminati dai raggi dei fari. Luci antiche e moderne, che guidano dal Salento all’Albania e alla Grecia, da Bari al Montenegro, dalle Marche alla Croazia, dal Veneto alla Dalmazia e all’Istria. Incroci geografici ma non solo, perché viaggiare tra i fari significa esplorare vicende storiche e umane, addentrandosi nel mondo della marineria, passando dalle sanguinose battaglie di un tempo alle emergenze ecologiche della nostra era.


Enrica Simonetti giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno’’;per i nostri tipi ha pubblicato Lampi e splendori. Andar per fari lungo le coste del Sud e Luci ed eclissi sul mare. Fari d’Italia (20062).

da PugliaLive.net

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L'Albania sott'acqua

Vacanze in Albania si pone l'obiettivo di presentarvi una versione inedita e molto affascinante dell'Albania  e dei  i suoi incantevoli fondali dai colori  a dir poco mozzafiato.
Immerssione subacquea (2)Immersione subacqueaImmerssione subacquea
Clicca sulle immagini per ingrandirle

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Ermal Fejzullahu - Ku i Kam Shoket e Mi

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Irma Picari, concerto a Monteprandone

La nota pianista si esibirà martedì 8 dicembre presso la chiesa “Regina Pacis”. L'ingresso è gratuito

MONTEPRANDONE - Musica classica per il giorno dell'Immacolata. Il piano della nota pianista Irma Picari infatti farà da cornice ad una serata di martedì 8 dicembre alle 21 presso la Chiesa della Parrocchia “Regina Pacis” a Centobuchi.
Nel concerto, ad ingresso gratuito, la Picari proporrà brani di Bach, di Scarlatti, Paradisi, Debussy fino ad arrivare a Franz Liszt e Murice Ravel.
Dopo il grande successo del Concerto Lirico in onore di San Giacomo che si è tenuto a Centobuchi il 28 novembre, l’Amministrazione Comunale punta ancora sulla musica di qualità e lo fa con un’artista di prim’ordine.
Conosciamo meglio Irma Picari. Di origine albanese, inizia prestissimo gli studi di pianoforte presso la scuola Jan Kukuzeli, rivelandosi un brillante "enfant prodige"esibendosi come solista dopo solo un anno di studi. Nel 1983 consegue il diploma al Conservatorio di Tirana con il massimo dei voti, tenendo per l'occasione un concerto con l'Orchestra della Rta diretta da Eno Koço,eseguendo il concerto per pianoforte e orchestra di Tchaikowsky.

Ha al suo attivo una lunghissima serie di concerti sia come solista sia accompagnatrice, che le conferiscono gran notorietà e popolarità in tutto il paese. Apprezzata dalla Radio e dalla Televisione di Stato è spesso richiesta per numerose incisioni. Dopo l'esecuzione del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel nel1990 (in anteprima sul territorio Albanese) prosegue l'attività concertistica in Italia (Teatro Bellini-Napoli), Milano (Conservatorio G.Verdi), Caserta (Accademia Musicale),Lecco (Sala Ticozzi-anteprima di compositori albanesi),Bergamo e Verona e prosegue inoltre la sua attività didattica presso diverse scuole della Lombardia.


da SambenedettoOggi.it

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Albania e Adriatico meridionale

Albania e Adriatico meridionale

Il volume documenta le attività di studio svolte da un'équipe multidisciplinare e internazionale sui monumenti medievali, bizantini e ottomani, di un'area circoscritta dell'Albania meridionale, ai confini con la Grecia, corrispondente al distretto del comune di DELVINA. L'area storica corrisponde a una parte dell'antica Chaonia (Epiro). Obiettivo primario è quello di valorizzare, attraverso lo studio e la conoscenza diretta dei luoghi, degli edifici e della tradizione folclorica locale, un patrimonio culturale immeritatamente meno noto di un'area dell'Albania appartata ma ricca di suggestioni culturali di prim'ordine. Il progetto è rivolto ad un periodo che negli studi sui Balcani è convenzionalmente chiamato medievale - approssimativamente dal IV al XVIII sec. - corrispondente al dominio bizantino prima (VI-XIV sec.) e ottomano poi (fine XV-XVIII sec.), in cui è evidente la presenza costante di un forte substrato etnico locale e di una componente slava, frutto della precoce evangelizzazione di queste terre. Sono qui presentati gli studi condotti sui monumenti e sul territorio albanese da quattro équipes di studio: quella di Ca' Foscari, del Politecnico di Milano, dell'Università di Bari e della Koç University di Istanbul.

Autori: Maurizio Boriani, Gianclaudio Macchiarella

Editore: Alinea Editrice s.r.l. Formato: 21x22 cm

Illustrazioni: a colori e in bianco e nero

Pagine: 108

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Immagini dell'Albania

KukesApollonia -Fier

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Associazione Juvenilja di Forlì

Il 29 novembre 2009 a Forlì l’associazione Juvenilja, costituita da giovani cittadini albanesi residenti nel comune romagnolo, si presenta pubblicamente in occasione del 97esimo anniversario dell’Indipendenza Albanese.

Interviste di Arjana Demiraj
riprese di Fabjan Pepaj
editing di Silvia Storelli
ringraziamo tutti gli intervistati

Il video è stato realizzato dall redazione di Albania News per CrossingTV, nell’ambito della Rete Mier (Media Interculturali dell’Emilia-Romagna)

Fonte: CROSSINGTV

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L’ISTRUZIONE IN ALBANIA TRA INNOVAZIONE E CAMBIAMENTO

di Silvana Ndreca

Introduzione

Nonostante la maggiore diffusione di informazioni in merito all’Albania, risulta difficile, per vari motivi, immaginare non solo il contesto storico e politico reale della nazione, ma soprattutto quello sociale, che come in ogni altro paese del mondo è uno specchio veritiero della politica e dello stato che vi governa.
Essendo consapevole dell’importanza che ha l’istruzione per il singolo individuo e per la società in generale, riteniamo che studiare e cercare di sviscerare il tema dell’istruzione, sia un compito doveroso che ci puo’ aiutare a capire meglio l’Albania nella sua totalità e particolarità.

1. L’istruzione

L’istruzione, ovvero la scuola in Albania, ha uno stretto legame con le vicissitudini storiche che rappresentano la lotta costante degli intellettuali albanesi contro il dominio turco e contro le varie campagne che proibiscono l’apertura delle scuole in lingua albanese e l’uso della lingua autoctona come lingua ufficiale di comunicazione. Solo dopo aspre battaglie, nel 1877, abbiamo l’apertura della prima scuola albanese e l’introduzione di un alfabeto comune.


Tuttavia non cessano le continue rappresaglie da parte dei turchi nei confronti della scuola albanese la quale è ormai un dato di fatto e mina l’ignoranza e l’arretratezza su cui il governo turco fa leva per dominare popoli e culture balcaniche.
Tale politica ottomana e le enormi difficoltà che da essa derivano anche dopo l’indipendenza dai turchi fa si’ che l’Albania alla fine della seconda guerra mondiale sia uno dei paesi più poveri e maggiormente arretrati dal punto di vista educativo. Il 90% della popolazione é analfabeta, le scuole sono poche e non esiste un sistema educativo universitario. Anche se la legge vigente dal 1921 al 1928 proclama l’obbligatorietà della scuola elementare, solo il 25% dei bambini in età scolastica frequenta la scuola. La non frequentazione della scuola è dovuta a tanti fattori come la povertà (i genitori preferiscono che i bambini lavorino e aiutino la famiglia), l’ignoranza presente nei ceti bassi, la tradizione trasmessa dai turchi secondo la quale le bambine non devono essere istruite, la mancanza dei mezzi di trasporto per raggiungere la scuola, etc.
Nel 1945 con la fine della seconda guerra mondiale e la nascita di uno stato albanese basato sui principi del comunismo di stampo bolscevico, viene introdotto nella costituzione il diritto dei cittadini di entrambi i sessi a un’educazione gratuita.
L’anno 1946 segna la proclamazione della Repubblica Popolare Albanese e anche di un sistema scolastico unico e obbligatorio per tutti. La scuola viene separata dalle chiese ed è proibita qualsiasi propaganda a sfondo religioso. Per le minoranze nazionali greca e macedone si decreta il diritto di ricevere l’istruzione nella propria lingua.
La riforma del 1963 rafforza la dimensione politecnica dell’educazione invece quella del 1969 valorizza il rapporto con il mondo del lavoro.
Gli anni del dopo guerra fino al 1999 segnano un notevole aumento degli iscritti alle scuole superiori e all’università, tuttavia non costituiscono un miglioramento della qualità del sistema educativo. Questo è dovuto soprattutto alla politica di chiusura adottata dallo stato albanese, alla mancanza totale non solo di fondi ma anche di contatti con il mondo esterno.
La scuola in questo periodo viene eccessivamente politicizzata e caratterizzata da forti elementi di totalitarismo e burocrazia applicati su tutto il territorio nazionale.
Nel 1982 una successiva riforma scolastica si prefigge l’obiettivo di migliorare l’aspetto qualitativo dell’insegnamento, invece complica e rende ancor più burocratica la struttura scolastica.
La riforma del 1992 ha come scopo l’estensione della scuola dell’obbligo da otto a dieci anni.Tale proposta,sebbene accolta con successo, non riesce ad essere portata a termine a causa dei grandi cambiamenti politici in atto non solo in Albania ma in tutta l’Europa dell’Est.
Lo stato democratico emerso dalle prime elezioni libere svoltesi in Albania nel 1992, propone una serie di nuovi obiettivi che la scuola deve fare propri mentre ha inizio una nuova era democratica. Tra gli obiettivi principali c’è la creazione di una nuova educazione basata su principi democratici e che dia largo spazio allo sviluppo della personalità individuale dello studente della sua capacità mentali per renderlo creativo e utile nei confronti del proprio paese e del suo progresso.
Gli avvenimenti storici dopo il 1992 fino ai nostri giorni mostrano che tali obiettivi sono ancora da raggiungere.
Durante il periodo 1945-1992 la scuola è unicamente pubblica. Rimane tale anche dopo il 1992, ad eccezione dell’aggiunta di scuole alternative, ovvero private. Le scuole private sorte in Albania dopo il 1992, sono la maggiore parte a sfondo religioso o scuole laiche in cui, a differenza della scuola pubblica, non è proibito l’insegnamento della religione, precisiamo che alcune di queste scuole sono integrate nel sistema pubblico.
Le scuole materne sono previste per bambini che non hanno meno di tre anni.
La presenza di asili nido in cui il bambino può accedere appena la mamma ha terminato la maternità non è tanto diffusa. Ancora oggi gli asili nido sono ben pochi. Di solito le mamme crescono i propri figli a casa, almeno fino ai tre anni. Questo è dovuto a una sempre maggiore diffusione della disoccupazione femminile nella società. Nei pochi casi in cui le mamme lavorano, il bambino viene affidato alla nonna o ai famigliari. Anche questa caratteristica ci fa capire che il concetto di unità familiare in Albania resiste ancora. Con i grandi cambiamenti in atto non riteniamo che tale consuetudine sia stata intaccata.
Il bambino albanese inizia a frequentare la scuola a sei anni in questo ordine progressivo:
Scuole elementari o Shkolla fillore da 6 anni a 10 anni (durata complessiva 4 anni).
Scuole medie o Shkolla e detyrushme da 10 anni a 14 anni (durata complessiva 4 anni).
Scuole superiori o Shkolla e mesme da 14 anni a 18 anni (durata complessiva 4 anni).
L’università si svolge dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore. All’università si accede tramite concorso.
La durata dell’università varia da 4 a 5 anni. Il più grande centro universitario albanese è quello di Tirana. Esistono anche altre università che contano numerosi iscritti come per esempio l’università di Scutari, punto di riferimento per tutto il nord dell’Albania.
Troviamo opportuno precisare che gli anni della scuola dell’obbligo in Albania sono 8 cioè 4 anni di scuola elementare e 4 anni di scuola medie.
Alle elementari le materie vengono insegnate da un solo insegnante. Dalla prima media invece le materie sono impartite da più insegnanti. Alla fine della quarta elementare é necessario sostenere e superare un esame per accedere alla prima media.

Dopo il percorso quadriennale delle medie, l’allievo albanese è obbligato a sostenere degli esami che attestino il sapere acquisito durante gli anni trascorsi. L’esame riguarda in modo particolare due materie, matematica e lingua albanese. Dopo aver superato questi esami all’alunno viene rilasciato il certificato detto degli “otto anni” con votazioni che accertano la conclusione del percorso obbligatorio. Tale certificato in albanese si chiama Deftese lirimi ovvero licenza dell’obbligo. Avendo acquisito tale certificato la persona può accedere al pubblico impiego.
Simile procedura si ripete anche alla fine delle scuole superiori. Lo studente dopo i 4 anni é obbligato a sostenere degli esami riguardanti in particolare materie come: letteratura, matematica e fisica (bisogna precisare che prima del 1992 assieme alle materie elencate si sostenevano esami anche sul marxismo e sulla storia del partito comunista albanese). Inoltre nelle scuole superiori professionali lo studente deve sostenere esami sulle materie legate all’ambito professionale specifico. Dopo il superamento degli esami si rilascia un certificato con i voti delle materie frequentate durante i 4 anni e i voti degli esami finali sopra menzionati.

2. La scuola albanese: orari e materie

La scuola in Albania inizia entro i primi 15 giorni di settembre. Il percorso di studi annuale è suddiviso in due semestri, il primo termina il 28 dicembre, il secondo inizia il 12 gennaio e si conclude il 31 maggio per le elementari, il 7 giugno per le medie e il 14 giugno per le superiori.
Il secondo semestre prevede un periodo di vacanza che dura dal 30 marzo al 5 aprile. Le feste musulmane, ortodosse e cattoliche vengono rigorosamente rispettate.
Le settimane di insegnamento dalla prima alla quinta classe della scuola dell’obbligo sono 35, dalla sesta all’ottava sono 34. La prima e la seconda classe svolgono 23 ore settimanali, la terza 25, la quarta 27, la quinta 29, la sesta 30 e la settima e l’ottava 32. I giorni di frequenza sono 6, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 12:00 o 13:00. Il sabato dalle 8:00 alle 12:00.
L’impegno degli alunni é previsto anche per il pomeriggio, in attività legate allo studio e ad attività ricreative. Un giorno alla settimana è dedicato all’incontro genitori-insegnanti con o senza la presenza dell’alunno. Si assegnano sempre compiti a casa.
I programmi delle scuole obbligatorie sono uguali per tutte, essendo realizzati in modo mirato da esperti e approvati dal ministero dell’educazione.
I piani di insegnamento comprendono un totale di 16 discipline e sono formati in modo tale che possano offrire all’alunno un’educazione generale e prevedono corsi sociali 44,6%, matematica e scienze naturali 33,8%, disegno 7,3%, educazione fisica 7,3% e attività manuali 7%.
La lingua in cui si svolgono le lezioni é la lingua letteraria albanese basata sul dialetto Tosc del sud dell’Albania con elementi del dialetto Geg parlato nel nord del paese. Le minoranze nazionali hanno il diritto di studiare nella loro lingua madre.
Durante la scuola elementare non é previsto l’insegnamento di una lingua straniera anche se ultimamente nelle città è stato concordato un programma che prevede l’insegnamento dell’inglese e di altre lingue europee, compreso l’italiano, già dalla seconda elementare. In generale l’inglese e il francese sono inserite in prima media.
Dato che la scuola albanese durante gli anni 1945-1992 è impregnata di materie a sfondo politico e ideologico sorge il bisogno di un cambiamento radicale. Infatti il tema dell’educazione sociale prende il posto di quello marxista leninista. Vengono aboliti la materia di educazione militare e l’allenamento militare armato e non, in tutti i programmi scolastici in cui era già in atto. Lo stesso avviene anche per il lavoro fisico svolto frequentemente dagli alunni. Non si studia piu’ il marxismo, mentre subentra nei programmi l’educazione civica.
Il difficile compito che la scuola albanese affronta oggi è anche quello di una depoliticizzazione delle materie di discipline umanistiche. Compito affatto facile e particolarmente delicato considerando la posizione odierna dell’Albania sia dal punto di vista politico che geografico.
Recentemente l’Unesco ritiene opportuno intramprendere una campagna di revisione dei libri di testo in tutta l’area balcanica. Anche se tale iniziativa si preannuncia come un lavoro immane, essa é ben accolta dal governo albanese. Il 5 settembre del 2003 il ministro dell’istruzione albanese Luan Memushi si dimostra sensibile a tale argomento ed é pronto a raccogliere la sfida. In quest’atmosfera di scambi culturali e religiosi i libri di storia, geografia, letteratura, filosofia, etc., necessitano più che mai di maggiore neutralità e spessore culturale. Essi devono essere concepiti su una solida base di tolleranza, rispetto e amicizia tra i popoli. Lo scopo di tale iniziativa è quello di far diventare la scuola un catalizzatore non solo di educazione professionale, ma soprattutto di educazione verso la pace e la stabilità sociale.

3. Valutazione

La valutazione degli studenti si effettua in modo individuale e trimestrale. Durante il primo anno delle elementari si assegna un voto in giudizi complessivi, invece negli anni successivi si assegna un giudizio per ogni materia. Lo studente é promosso solo quando ha superato positivamente gli esami di tutte le materie previste per l’anno corrispondente. Voti positivi sono i voti dal 5 al 10, da 4 in giù sono voti negativi e non ritenuti sufficienti per essere ammessi all’anno scolastico successivo. Nel caso in cui l’alunno non dovesse superare positivamente le materie né durante l’anno né durante l’esame complessivo di settembre, è prevista la ripetizione dell’anno scolastico.

4. La figura dell‘insegnante

La figura dell’insegnante nella società albanese è di estrema importanza. In passato, nonostante tale figura assumesse caratteristiche burocratiche e spesso di forte propaganda politica, non erano rari i casi in cui l’insegnante diventava un vero e proprio punto di riferimento per gli alunni e per la comunità. La figura dell’insegnante diventa una vera e propria guida in particolare per i paesi di campagna in cui cerca di portare un vento di cambiamento e di innovazione. Molti insegnanti lottano con i genitori dei loro studenti (delle studentesse in particolare) affinché essi abbiano il diritto di continuare gli studi superiori e universitari.
Anchè in città la figura dell’insegnante gode di rispetto. La famiglia spesso si affida totalmente all’insegnante per quanto riguarda la gestione dei figli dal punto di vista istruttivo. Il sistema dell’organizzazione della scuola albanese fa si’ che durante il percorso delle medie e delle superiori ci sia un insegnante responsabile per ogni classe, il quale ha come compito non solo quello di insegnare la propria materia, ma anche di educare i ragazzi dal punto di vista sociale e di curare i rapporti con i genitori.
Tali compiti accrescono non solo la responsabilità dell’insegnante ma anche il suo “prestigio” per l’intera società
Attualmente anche la figura dell’insegnante risente del lungo periodo di transizione che l’Albania sta attraversando. Non esistono più i cosidetti insegnanti-segretari di partito presenti in ogni scuola. Ora l’insegnante ha il compito di insegnare e di educare senza nessun riferimento politico e religioso, ma basandosi su una morale e un’etica apolitiche.
Per riconoscere degnamente il merito di tale figura in Albania ricorre una festa particolare: il 7 marzo, giorno in cui si celebra la festa dell’ insegnante. Essendo a ridosso dell’8 marzo, festa della donna, che in Albania è anche festa della mamma, il 7 marzo oltre ad essere una festa pubblica rappresenta un collegamento ideale e affettivo fra il ruolo d’insegnante e quello di madre (in entrambe le ricorrenze si regalano delle mimose). L’idea che l’insegnante assuma temporaneamente il ruolo di secondo genitore ha accompagnato e accompagna coloro che credono ancora che fare l’insegnante sia una vera e propria vocazione e un atto d’amore nei confronti della vita e del genere umano in tutte le sue diverse sfaccettature.

Riferimenti bibliografici
Unesco, Rapport mondial sur l’education,1995
Washington post link,1996.The international Encyclopedia of Education, Albania:system of education, Pergamon, 1995.
Institut de Richerche Pedagogique, Rapport national, Le développement de l’enseignement dans la République Populaire Socialiste d’Albanie, 1988-1990, Tirana.


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