Il punto sull'allargamento

(LA STAMPA)Il commissario Olli Rehn ha presentato oggi la strategia annuale dell'esecutivo comunitario sul processo di allargamento dell'Unione europea, nella quale sono coinvolti l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, la Macedonia, il Montenegro, la Serbia e la Turchia.

Rehn ha sottolineato durante un'affollata conferenza stampa che “la prospettiva di aderire all'Ue costituisce tuttora un forte incentivo ad attuare riforme politiche ed economiche, consolidando la pace e la stabilità”. Secondo il commissario, inoltre, “è nell'interesse strategico dell'Unione che il processo non perda mordente, nel rispetto dei principi e delle condizioni convenuti”.

La comunicazione della commissione evidenzia i progressi verso l'integrazione europea compiuti nell'ultimo anno dai balcani occidentali e dalla Turchia, malgrado la crisi economica.

In particolare, si è deciso di raccomandare l'apertura dei negoziati per l'adesione dell'ex repubblica jugoslava di Macedonia, ritenendo che “il paese soddisfi in maniera sufficiente i criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993”.
La raccomandazione da parte della Commissione va anche letta come un incoraggiamento a risolvere la questione del nome, che rimane l'ostacolo principale all'adesione (“Macedonia” è anche il nome di una regione greca).

La Croazia, secondo Rehn “è ormai vicina al traguardo” dopo quattro anni di negoziati e dopo la lunga pausa dovuta a una disputa territoriale con la vicina Slovenia. Il paese deve tuttavia “portare avanti il programma di riforme, soprattutto in merito ai diritti delle minoranze, al riordino del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione e alla lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata”.
Se la Croazia soddisferà in tempo tutti i parametri restanti, i negoziati di adesione potrebbero concludersi già l'anno prossimo.

La Commissione considera incoraggiante l'accordo che la Turchia e l'Armenia hanno appena raggiunto per normalizzare le loro relazioni e si “rallegra dell'apertura di Ankara nei confronti della questione dei diritti della popolazione curda”.
La Turchia, nonostante il suo rinnovato impegno e la sua importanza strategica, deve però “realizzare riforme democratiche per consolidare le libertà fondamentali”, come quelle di stampa e di religione, e “per tutelare i diritti delle donne e dei bambini”.

L'Albania e il Montenegro hanno chiesto di aderire all'UE da pochi mesi e la Commissione è pronta a elaborare il suo parere non appena il Consiglio glielo chiederà. Le elezioni politiche nei due paesi hanno rispettato quasi tutti gli standard internazionali, tuttavia il rafforzamento della capacità amministrativa e il consolidamento dello Stato di diritto rimangono obiettivi prioritari per entrambi.

La Bosnia-Erzegovina deve urgentemente accelerare le riforme fondamentali “per essere in grado di autogovernarsi”. Per il futuro europeo del paese è necessario che i dirigenti adottino una strategia condivisa sulla direzione globale del paese e manifestino la volontà politica di rispettare i requisiti per l'integrazione europea.
La Serbia, infine, ha dimostrato il suo impegno ad avvicinarsi all'UE intraprendendo riforme fondamentali e realizzando “un ottimo lavoro in merito ai crimini di guerra”. Il paese deve tuttavia “dimostrare un atteggiamento più costruttivo riguardo alle questioni inerenti al Kosovo”.


Fonte: LaStampa.it




Etichette:
0 Commenti

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails
Gli autori del blog dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti dai lettori. Gli autori si impegnano a cancellare nei limiti delle possibilità i commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze. Qualora dovesse sfuggire la cancellazione di commenti lesivi lo si comunichi all'indirizzo e-mail: info@vacanzeinalbania.info