Cambiano le regole sui visti per i Balcani: discussione in aula

Oggi i cittadini dei Balcani hanno bisogno di un visto per entrare nella zona Schengen anche per soggiorni brevi. La Commissione europea propone di eliminare i visti per alcuni Paesi balcanici, ma non per tutti. Creazione di nuove divisioni nella regione, o integrazione graduale? E che impatto avrebbe questa decisione sui nostri Paesi? Oggi alle 16.00 la proposta in discussione al Parlamento. Segui in diretta!

Con il via libera dai Governi, la Commissione europea ha proposto di cambiare le regole sui visti per i Paesi dei Balcani occidentali. Ma non per tutti.

Nuove regole sui visti

Secondo la proposta della Commissione, solo i cittadini originari di Macedonia (FYROM), Serbia e Montenegro potrebbero - a partire da gennaio 2010 - entrare liberamente nell'UE, anche se solo per brevi periodi e solo se in possesso di un passaporto biometrico. Resterebbero esclusi Bosnia-Herzegovina e Albania.

I deputati europei hanno criticato questa proposta, ritenuta discriminatoria, e hanno chiesto spiegazioni alla Commissione e ai Governi. Oggi alle 16.00 il commissario Barrot e i rappresentanti del Governo svedese, che ha la presidenza del Consiglio, si presenteranno davanti all'aula per discuterne con i deputati.

Perchè solo tre Paesi?

La Commissione ha spiegato che l'apertura parziale dei confini europei è giustificata per la Macedonia, che ha soddisfatto tutti i criteri richiesti dall'UE sulla sicurezza, la lotta all'immigrazione clandestina, il controllo delle forze dell'ordine e la protezione dei documenti.

Gli stessi criteri sono stati applicati quasi in toto anche da Serbia e Montenegro, e i passi mancanti saranno compiuti presto.

Non si può dire lo stesso per Albania e Bosnia-Herzegovina. Ma per la Commissione "il dialogo rimane aperto e si farà di tutto per aiutare questi Paesi a soddisfare i requisiti".

Le critiche del Parlamento

I membri della commissione parlamentare Affari esteri hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo alla possibile divisione che la decisione europea creerebbe fra i Paesi dei Balcani: disparità di trattamento fra i residenti di un Paese e l'altro, e perfino all'interno dello stesso Paese. In Bosnia, infatti, molti serbo-bosniaci hanno sia il passaporto bosniaco che quello serbo: per loro l'accesso nell'UE sarebbe molto più facile che per i loro connazionali.

Secondo i parlamentari la decisione finale dovrà anche tenere in considerazione le implicazioni in termini di lotta alla criminalità organizzata nei Balcani e lo sviluppo generale della regione: la Commissione presenterà il rapporto annuale sui progressi dell'area balcanica il prossimo 14 ottobre.





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