ALLA SCOPERTA DI APOLLONIA

Situata su un pianoro sulla collina di Pojani, non lontano dal mare e ad esso collegata dal corso del fiume Aous (oggi Vjosa), Apollonia fu fondata da Corciresi e Corinzi nel 588 a.C. Per la sua posizione geografica strategica ed il collegamento ad importanti assi viari, quali ad esempio la Via Egnatia, divenne subito un importante centri di scambi commerciali e culturali; oggetto di contesa fra i Macedoni e gli Illiri, chiese l’appoggio di Roma e nel 229 a.C. ne divenne alleata. Nel 214 a.C. i Romani, presso la foce dell’Aous, sconfissero Filippo V di Macedonia. In seguito la città aiutò Cesare a sconfiggere Pompeo e per questo meritò il titolo di “libera ed intoccabile”, nonché una certa autonomia. Cicerone la chiamò magna urbis et gravis, testimoniandone l’importanza come centro di cultura, dove lo stesso Ottaviano frequentò la scuola di retorica e ricevette la notizia dell’assassinio di Cesare. Il geografo Strabone la definì eunomotate, vale a dire “città ben governata”. In particolare tra II e III sec. d.C. fu interessata da un’intensa attività edilizia. Menzionata da Ciriaco d’Ancona, fu oggetto di diverse indagini archeologiche dal XIX sec, in particolare da parte dei Francesi. Rimangono imponenti resti della cinta muraria, realizzata nel IV sec. a.C. con successive aggiunte e rimaneggiamenti; l’acropoli era formata da due alture, rinforzate in alcuni punti da mura poderose: in quella meridionale si trovava probabilmente il tempio di Apollo, a cui la città deve il nome e al quale era dedicato anche un monumento a forma di colonna, i cui resti si trovano alla base della collina. L’abitato si estendeva verso sud, organizzato in isolati regolati e con un’ampia agorà delimitata da una stoà su due piani. Alla fase ellenistica appartengono un lungo porticato a due navate, a sud-ovest della collina meridionale, un tempietto, il teatro, il ginnasio ed un ninfeo, mentre nel II sec. d.C. furono realizzati un bouleuterion, la sede del consiglio cittadino, noto anche come “Monumento degli Agonoteti” perché si ritiene fosse l’aula dove si riunivano i coordinatori degli agoni, ancora un odeon, un arco trionfale a tre fornici, botteghe ed una grande sala, interpretata come biblioteca. Ad est del bouleuterion sono i resti di un edificio, forse il pritaneo, e di un tempio che gli studiosi associano al culto di Artemide, ricordato dalle fonti antiche. Si conservano anche gli impianti di molte abitazioni, con fasi comprese tra l’epoca ellenistica e l’età imperiale romana, con ricca documentazione musiva in gran parte ancora in situ. Al margine delle mura di cinta, verso sud-est, si trova il Museo, realizzato all’interno di un monastero costruito nel XIV sec., in parte con materiali provenienti dall’antica città; accanto è la chiesa bizantina di S. Maria eretta nel XIII sec. In diversi spazi del monastero si conservano in particolare sculture ed iscrizioni.

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