Se l’Albania vota per Bruxelles

di Cecilia Tosi

Testa a testa a Tirana tra Berisha e Rama, divisi dalle elezioni ma uniti dalla speranza di fare una buona impressione sull’Unione europea. Il parere decisivo degli osservatori. L'ingresso nella Nato e l’autostrada Durres-Kukes.

Berisha potrebbe vincere per un soffio, ma non è questo il risultato che conta. In Albania sono i 400 osservatori internazionali a decretare chi è il trionfatore delle elezioni: il governo di Tirana o i suoi nemici a Bruxelles. Se il voto sarà giudicato corretto e democratico, il Paese balcanico avrà qualche speranza di imboccare la strada dell’integrazione nella Ue, altrimenti dovrà riporre nel cassetto la richiesta di adesione consegnata ad aprile di quest’anno.

A prestar fede ai due principali sfidanti, il conservatore Sali Berisha e il socialista Edi Rama, gli standard dell’Unione sono stati rispettati e le elezioni si sono svolte senza irregolarità. Per dimostrare l’evoluzione democratica del Paese, il governo ha anche commissionato, per la prima volta nella storia albanese, l’elaborazione di vari exit poll, affidata a tre diverse società, di cui una italiana e una kosovara. I dati pubblicati dagli istituti di rilevazione assegnavano certa vittoria al Partito democratico di Berisha, ma con l’inizio dello spoglio il vantaggio dell’attuale premier si è assottigliato, fino a ridursi meno di un punto percentuale.

Nel frattempo, gli osservatori dell’Osce nicchiano. Senza denunciare particolari problemi, si sono riservati di valutare l’andamento del voto con più calma. Se il loro giudizio fosse negativo, questa tornata elettorale si rivelerebbe una sconfitta per tutti, vista l’enfasi data da entrambi i maggiori partiti al percorso di integrazione in Europa. Obiettivo vicino ad essere raggiunto da un altro Stato balcanico, la Croazia, che condivide con l’Albania la data di ammissione alla Nato, il 4 aprile scorso.

Un successo, quello dell’entrata nell’Alleanza Atlantica, di cui si è fatto vanto il premier Berisha durante la campagna elettorale, centrata proprio sull’integrazione euro-atlantica e sull’inaugurazione di un’opera infrastrutturale che ha galvanizzato l’orgoglio nazionale: l’autostrada Durres-Kukes, che collegherà la costa albanese con il Kosovo. Chiamata anche “autostrada patriottica”, la nuova linea di collegamento testimonia soprattutto l’importanza data da molti elettori alla solidità dei legami con Pristina e con quel 90 per cento di kosovari di etnia albanese. L’opera avrebbe una valenza simbolica così potente da meritare, secondo il governo di Berisha, un investimento superiore a un miliardo di dollari.

Un grosso affare che presenta molte ombre, come ha fatto notare il procuratore generale di Tirana lo scorso novembre accusando il ministro Esteri Luzlim Basha di aver accettato un progetto, quello presentato dal consorzio turco-americano Bechtel-Enka, che prevede un costo di attuazione più alto di quello di mercato. Il ministro è stato prosciolto dalla Corte d’appello, ma il contrasto tra la grandiosità di quest’opera e la condizione in cui versa la maggior parte della rete viaria del Paese resta stridente. Tant’è che proprio durante le votazioni, il 28 giugno, 2000 cittadini della zona di Fier hanno bloccato tutti i collegamenti per protestare contro l’inerzia del governo di fronte al degrado che colpisce le loro strade e che rende impossibile a chi non possiede un Suv di uscire dal proprio villaggio.

Più in generale, in tutto il Paese, sono stati i temi economici a dominare la campagna elettorale: anche se l'Albania non è stata travolta dalla crisi, la crescita del prodotto interno lordo nel 2009 non supererà l'uno per cento e il crollo delle esportazione non accenna a interrompersi. Edi Rama, sindaco di Tirana e leader dei socialisti, ha promesso una gestione del potere più trasparente e si è impegnato a ottenere un prestito all’Fmi per promuovere lo sviluppo, ma per lui come per il suo avversario la strada per la ripresa economica passa da un punto solo: Bruxelles.

Fonte:http://temi.repubblica.it/limes/se-l’albania-vota-per-bruxelles/5320




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