A rischio linea Bari-Durazzo

AURELIA 2

di MANLIO TRIGGIANI

Il primo segnale di pericolo era stato lanciato già qualche mese fa, quando venne segnalato il problema della congestione al porto di Bari, a causa dell’alto numero di navi che attraccano e delle linee di collegamento che si moltiplicano. Ora c’è un nuovo allarme: l’unica compagnia pubblica di navigazione di importanza strategica, la Tirrenia, rischia da settembre di dover sopprimere la linea Bari-Durazzo, abbandonando così definitivamente la Puglia, visto che da Brindisi è già andata via da tempo. Perché? La concorrenza spietata ha raggiunto livelli intollerabili: sono 7 le linee che servono quella tratta e altre 2 si stanno aggiungendo. Mentre una decima linea si prepara a collegare Bari con un porto vicino a Scutari, nel nord dell’Albania. Il nodo del problema è che si tratta nella quasi totalità di navi che battono bandiere di paradisi fiscali (come Limassol, Malta, Kingstown, La Valletta) e che perciò si sottraggono a tutti gli oneri imposti dal registro italiano navale (Rina) che invece la Tirrenia è tenuta a rispettare.
«La linea Bari-Durazzo - spiega l’agente della Tirrenia, Domenico Stea - fu inaugurata nel 1991. È un collegamento che con il tempo si è inflazionato e sulla stessa linea sono intervenute compagnie di navigazione anche di bassissimo livello per qualità e servizi. Noi battiamo bandiera italiana con sistemi di sicurezza riferiti alla normativa italiana e internazionale, standardi che applichiamo anche su cibi a bordo, pulizia, contratti di lavoro del personale: abbiamo insomma costi maggiori e siamo soggetti a più controlli».
La concorrenza, al contrario, aggredisce il mercato con bassa qualità e quindi prezzi di biglietti stracciati. Il risultato è che con alti costi d’esercizio da una parte e bassi ricavi dall’altra, una società a capitale pubblico qual è Tirrenia inizia a perdere soldi. Mentre in passato proprio la rotta con l’Albania era la più redditizia, nei primi quattro mesi di quest’anno per la prima volta il bilancio su questa tratta segna rosso. «Da settembre bisognerà rivedere l’anda - mento - dice Stea - le altre compagnie, del resto, mantengono standard minimi che la Capitaneria deve accettare. Nel 2008 - spiega Stea - la Tirrenia ha trasportato 290mila passeggeri mentre quest’anno prevediamo una flessione di 40-50mila presenze».
Un mese fa il comandante della Capitaneria di porto, l’ammiraglio Salvatore Giuffrè aveva invitato l’autorità portuale a disciplinare il traffico dei traghetti e a non consentire l’arrivo di altre navi, soprattutto per tutelare i passeggeri.
Il presidente dell’Autorità portuale, Franco Mariani, spiega che «proprio perché sulle altre linee si stanno registrando difficoltà, le società dirottano i collegamenti sulla tratta Bari- Durazzo, puntando a due obiettivi: presidiare una linea ricca, e attendere che la Tirrenia chiuda. C’è una concorrenza durissima, ma poco qualificata, e per questo abbiamo varato una carta dei servizi con la quale chiediamo un piano di presenza annuale, imponiamo di evitare l’over - booking e la sovrapposizione di orari, e pretendiamo puntualità. Se le compagnie non si rivelano affidabili possiamo negare i box di vendita e gli uffici per il check in. Per il codice della navigazione non possiamo proibire di attraccare - dice Mariani -, come invece potrebbe fare Durazzo». Fonte: lagazzetadelmezzogiorno.it





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