Albania, paese sottovalutato

È incredibile come si sottovaluti questo Paese. Tutti ma proprio tutti i tre milioni e seicentomila abitanti (un milione a Tirana) parlano italiano. Negli incontri internazionali ufficiali la lingua preferita è l’italiano. Da qui non partono più i barconi. Ci fu un accordo, rispettatissimo, con il governo italiano. Con una conseguenza negativa per il loro turismo e le nostre esportazioni. Allora fu fatta approvare una legge che vietava a ogni imbarcazione di diporto di circolare sulla costa. Risultato: i porticcioli turistici sono abbandonati, e le nostre industrie di gommoni, motoscafi e yacht potrebbero esportare qui per la nascente borghesia e per il turismo balcanico un sacco di scafi, e non si può. In compenso noi siamo il primo partner commerciale dell’Albania, la banca principale è di Intesa-San Paolo. E questo Paese giovane mentre noi già nel 2008 siamo andati in recessione ha aumentato il Pil del 6 per cento! Quest’anno dove in ogni parte del mondo il reddito crolla, qui cresce ancora, un po’ meno del 2008 ma comunque è dato tra l’1 e il 3 per cento in ascesa. Il debito pubblico che da noi è il 105 – 106 per cento del Pil qui è al 54,78 per cento. Gli stipendi sono bassi, un operaio guadagna però in base al merito (si va dai 150 ai 350 euro), ma il costo della vita è basso.





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